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Parola a Ulrika Ferlin: nuovi trend del mercato in Svezia e tutte le novità del Barolo & Friends 2026

Con l’avvicinarsi dell’8° edizione del Barolo&Friends 2026 di Stoccolma, in programma il 16 febbraio prossimo, sveliamo alcune importanti novità e intervistiamo uno dei volti chiave del nostro evento: Ulrika Ferlin. Importatrice, wine expert, docente WSET e albese di adozione, Ulrika ci parla del mercato del vino in Svezia con consigli e suggerimenti utili per approcciare questo strategico mercato.

Il Barolo & Friends 2026 si avvicina e sarà un’edizione ricca di novità. Oltre ad approdare in una nuova location, il prestigioso MünchenBryggeriet di Stoccolma, l’evento ha voluto dare un nuovo volto anche alle degustazioni nella convinzione che la comunicazione dei nostri vini debba essere sempre più contemporanea e puntuale per gli operatori di settore. L’obiettivo che ci siamo posti sarà di non limitarci ad un racconto di vini e territori, ma di aiutare i professionisti a toccare con mano la versatilità e la vendibilità dei nostri vini all’interno del proprio portfolio, in una carta vini o nel servizio al banco.

Durante l’evento organizzeremo anche dei Wine Safari in collaborazione con Scandinavian Wine Academy: tour guidati per assaggiare diverse tipologie di vino e orientarsi tra le aziende in degustazione con un perscorso tematico di scoperta.

🍷 Le Master Class: Focus su Versatilità e Grandi Rossi

Esperta di mercato e docente WSET, Ulrika condurrà le nostre degustazioni rivolte al trade in un nuovo format che mira a comunicare concetti chiave in modo sintetico ed esperienziale.

La prima degustazione, intitolata Piemonte Curiosities – Wines Sommelier’s Can’t Ignore “, sarà un percorso incentrato sulla vendibilità e unicità dei vini piemontesi, presentando varietà autoctone o vini unici con un buon rapporto qualità-prezzo, curiosità e nozioni facili da trasmettere e con un denominatore comune: si trovano solo in Piemonte.

La seconda degustazione sarà più classica, con un focus sui vini di fascia premium: i Grandi Rossi Piemontesi. Anche in questo caso, però, abbiamo voluto introdurre una novità e i campioni saranno serviti alla cieca. Questo approccio mira a permettere ai professionisti un assaggio concentrato sulle caratteristiche e i punti di forza di ciascun vino, valutandone in modo puro le differenze tra annate, territori e varietà.

Per fornire alle aziende informazioni utili e aggiornate sul mercato del vino in Svezia e prepararle al meglio per l’evento, abbiamo intervistato Ulrika Ferlin sul suo approccio e sulle attuali tendenze di consumo.

Dividi il tuo tempo tra Italia e Svezia, e possiedi sia una profonda conoscenza del vino italiano (in particolare piemontese) sia un forte legame con il mercato svedese. In che modo questa prospettiva unica influenza il tuo approccio alla divulgazione del vino?

Dividere il mio tempo tra Italia e Svezia mi offre una prospettiva che funziona in due direzioni. Vivere immersa in Italia mi permette di comunicare i suoi vini al pubblico svedese con autenticità e profondità. Posso spiegare non solo gli aspetti tecnici, ma anche la cultura, le persone e l’identità dietro ogni vino, e soprattutto mantenere il pubblico aggiornato su ciò che accade nella regione.

Allo stesso tempo, lavorare nel mercato svedese mi fornisce una visione più internazionale, strutturata e comparativa che riporto in Italia. Quando insegno in Italia, posso aiutare produttori e studenti a capire come i loro vini vengono percepiti all’estero, cosa cercano i consumatori internazionali e come le tradizioni italiane possano essere comunicate in modo più chiaro e globalmente rilevante. Questa interazione tra i due Paesi rafforza il mio insegnamento e mi permette di muovermi con naturalezza tra approfondimento locale e prospettiva internazionale.

Come docente WSET e formatrice di futuri sommelier, quale aspetto del vino piemontese ti appassiona di più da condividere con professionisti e consumatori?

Il Piemonte è estremamente vario: è molto più del Nebbiolo e delle grandi denominazioni. Offre una straordinaria gamma di vitigni, micro-terroir e filosofie produttive. Naturalmente il Nebbiolo è uno dei miei preferiti, ma è importante non dimenticare Dolcetto, Freisa, Timorasso e molti altri vitigni autoctoni che danno vita a vini straordinari. Ho anche un debole per suoli, orografia e clima e per il modo in cui influenzano la viticoltura, elementi che amo includere nel mio insegnamento. Aiutare i sommelier a comprendere questa complessità consente loro di presentare il Piemonte come una regione dinamica e in continua evoluzione.

Che consiglio daresti a un produttore piemontese che desidera entrare o ampliare significativamente la propria presenza nel mercato svedese?

Pazienza e preparazione sono fondamentali. Circa il 90% delle vendite di vino in Svezia passa attraverso Systembolaget, mentre il restante 10% riguarda il settore on-trade (Ho.Re.Ca.). I produttori dovrebbero valutare con attenzione quali canali desiderano presidiare e assicurarsi di avere volumi sufficienti per soddisfare la domanda.

Lavorare con il monopolio svedese richiede pianificazione a lungo termine, grande attenzione e la capacità di adattare packaging, prezzi e comunicazione a questo ambiente retail altamente strutturato. Chi investe nel comprendere il mercato, costruisce relazioni solide e vi si approccia in modo strategico ha maggiori probabilità di successo, soprattutto se mira a entrare nell’assortimento fisso di Systembolaget.

Quali sono le principali tendenze attuali di consumo del vino in Svezia? I consumatori cercano sostenibilità, specifiche fasce di prezzo, regioni classiche o stanno esplorando nuovi stili emergenti?

I consumatori svedesi stanno diventando sempre più esperti e selettivi, e cercano vini che offrano autenticità, qualità e un chiaro senso di origine. Le tendenze principali includono:

  • Sostenibilità e trasparenza – La produzione biologica, certificata sostenibile e tracciabile è un fattore sempre più rilevante.
  • Regioni classiche con espressioni “pulite” – Si preferiscono stili più freschi ed eleganti, dove emerga il carattere del terroir, piuttosto che interventi enologici marcati.
  • Esplorazione di vitigni meno conosciuti – I consumatori più giovani sono curiosi di scoprire nuove varietà distintive.
  • Sensibilità al prezzo – I vini nelle fasce più basse stanno performando meglio, poiché i consumatori cercano qualità e valore.

Oltre alle grandi denominazioni come Barolo e Barbaresco, ci sono appellazioni, vitigni o stili piemontesi che ritieni particolarmente sottovalutati o con grande potenziale per il consumatore svedese?

Esiste un enorme potenziale in diversi vini piemontesi che sono ancora poco rappresentati in Svezia:

  • Carema e Alto Piemonte – Producono Nebbiolo di notevole qualità che, con la loro finezza, freschezza e carattere alpino, sono particolarmente attraenti.
  • Roero Arneis – Con la sua freschezza, struttura e versatilità, si abbina in modo naturale alla cucina scandinava.
  • Dolcetto – Soprattutto dalle sue zone storiche come Dogliani, Ovada e Diano d’Alba, offre purezza, fascino e un’eccellente qualità da consumo quotidiano, caratteristiche che risuonano molto bene con il consumatore svedese.

Qual è il ruolo dei wine club e dei gruppi di importazione privata in Svezia, e quanto sono importanti per influenzare le tendenze di consumo o sostenere i produttori che non hanno un listino presso Systembolaget?

I wine club e le comunità di importazione privata sono cresciuti, trainati da un crescente interesse. Svolgono un ruolo importante nel mettere in contatto diretto i produttori con consumatori coinvolti e appassionati, offrendo un contesto più personale ed educativo. Per i produttori rappresentano una piattaforma preziosa per raccontare la propria storia, incontrare il pubblico e creare fidelizzazione. Sono anche un modo efficace per presentare edizioni limitate o cuvée speciali. Per chi non ha una referenza a Systembolaget, questi canali offrono l’opportunità di raggiungere un piccolo ma dedicato gruppo di consumatori e costruire brand awareness.

Considerando le tendenze attuali, quali sono i punti di forza principali su cui dovremmo concentrarci nella promozione dei vini piemontesi ai consumatori svedesi?

L’educazione e l’approfondimento sono fondamentali, quindi è cruciale coinvolgere i consumatori nella storia che si cela dietro ai vini. I consorzi piemontesi dovrebbero mettere in risalto:

  • Tradizioni familiari e storytelling – Le storie personali e il patrimonio familiare risuonano molto.
  • Valore e diversità – Mostrare l’intero spettro dei vini piemontesi per coinvolgere sia i consumatori curiosi che i collezionisti.
  • Potenziale d’invecchiamento – I consumatori apprezzano i vini che evolvono nel tempo.
  • Autenticità e senso del luogo – Gli svedesi apprezzano un’origine chiara e una produzione trasparente.
  • Abbinamenti gastronomici – I vini piemontesi si abbinano in modo eccellente alla cucina scandinava.

Di recente sei diventata partner e Managing Director di The Grape Society, con un focus sui vini italiani. Che cosa ti permette di fare questo nuovo ruolo nel collegare i produttori italiani con il trade svedese?

Nel mio ruolo posso fungere da ponte diretto tra i produttori italiani e il mercato svedese. Questo mi permette di lavorare a stretto contatto con le cantine per definire la loro comunicazione, il loro posizionamento e le strategie di portafoglio in un modo che risulti efficace e rilevante per importatori, sommelier e consumatori svedesi. Posso inoltre creare programmi formativi su misura e sviluppare strategie di mercato a lungo termine che supportino i produttori sia nell’ambiente altamente strutturato di Systembolaget sia nel crescente settore Ho.Re.Ca. In definitiva, mi consente di aiutare i produttori a raccontare la loro storia in modo autentico, massimizzando al contempo opportunità e visibilità in Svezia.

In base alla tua esperienza, quali sono i principali Do’s and Don’ts nella comunicazione e nella negoziazione con gli importatori di vino svedesi o con Systembolaget?

Do’s:

  • Essere trasparenti su prezzi, metodi di produzione e disponibilità.
  • Fornire documentazione tecnica chiara e coerente.
  • Presentarsi agli incontri preparati e focalizzati.
  • Comprendere che le decisioni richiedono tempo e seguono processi molto strutturati.

Don’ts:

  • Non aspettarsi risultati immediati: la pazienza è fondamentale.
  • Non sottovalutare l’importanza del packaging e del design.
  • Non dare per scontato che il successo in altri mercati si traduca automaticamente in successo in Svezia: la Svezia è molto diversa dagli altri Paesi nordici.

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