Mercoledì 11 novembre 2026 a Tokyo, Slow Wine e il consorzio di promozione I Vini del Piemonte uniranno nuovamente le forze per la X edizione della tappa giapponese dello SlowWine Tour Asia.
Mercoledì 11 novembre 2026 a Tokyo (Giappone) Slow Wine e il consorzio di promozione I Vini del Piemonte, uniranno nuovamente le forze per il Tour promozionale in Asia 2026 per presentare le eccellenze enologiche italiane, con un focus specifico sui vini piemontesi.
Nella prestigiosa location del The Strings Omotesandoh andrà in scena la 10° edizione di un evento rivolto esclusivamente ai rappresentanti del settore trade.
Ricordiamo che grazie alla partnership, le aziende vinicole consorziate a I Vini del Piemonte possono prendere parte al tour anche se non sono presenti nella guida Slow Wine.
Il Giappone si conferma un mercato di importanza strategica capitale per i vini di qualità, classificandosi oggi come il sesto importatore al mondo in termini di valore, forte anche delle agevolazioni dell’Accordo di Libero Scambio UE-Giappone che ha eliminato la maggioranza dei dazi e le barriere non tariffarie.
Sebbene i recenti dati del 2025 segnalino un mercato in fisiologico assestamento sui volumi a causa anche della debolezza dello yen, questo scenario non deve scoraggiare, ma indirizzare le scelte verso l’alto: oggi in Giappone vince chi punta sull’identità e sul posizionamento premium, evitando la guerra dei prezzi per intercettare una fascia di consumatori estremamente preparata e resiliente alle fluttuazioni valutarie.
Il dominio assoluto del vino rosso: Secondo le analisi di Wine Intelligence, il vino rosso è la bevanda più diffusa nel Paese (scelta dal 91% dei consumatori), superando nettamente la birra (86%) e il vino bianco (77%); un dato strutturale che avvantaggia in modo evidente l’offerta piemontese.
Il prestigio del Barolo: La reputazione delle nostre eccellenze è già saldamente riconosciuta, tanto che il Barolo risulta essere la seconda denominazione in assoluto più presente tra tutte le referenze dei wine store giapponesi.
L’importanza dell’identità territoriale: I consumatori nipponici sono decisamente colti ed esigenti in tema enologico; non cercano una semplice bevanda, ma considerano un requisito fondamentale che il vino rappresenti in modo autentico il proprio territorio e le sue tipicità.
Abitudini di consumo e ristorazione (Target Over 35): I consumatori di età superiore ai 35 anni rappresentano il target d’elezione per i vini di fascia alta e hanno maggiori probabilità di consumare vino nei ristoranti, scegliendolo principalmente per cene d’affari o per socializzare.
La percezione della qualità attraverso il packaging: Il pubblico più anziano mantiene ancora una fortissima associazione psicologica tra il classico tappo in sughero e la qualità del vino; al contrario, i consumatori di età inferiore ai 35 anni accettano ormai completamente e senza pregiudizi le chiusure alternative come i tappi a vite.
L’interesse emergente per le bollicine: Lo spumante ha recentemente guadagnato una grande popolarità, in particolar modo tra il pubblico femminile, offrendo nuove occasioni di consumo e di inserimento a mercato.
L’impatto valutario e i volumi (Dati 2025): A causa del costante indebolimento dello yen rispetto all’euro, le importazioni europee hanno registrato un calo generale dei volumi (-6%) e una contrazione a valore (-5,6%). Questo dato suggerisce ai produttori piemontesi di non basare la propria strategia sulle grandi quantità, ma di focalizzarsi sul consolidamento del valore e della qualità percepita, segmenti storicamente più resistenti alle fluttuazioni valutarie.
La strategia d’investimento vincente: La nicchia alto-spendente giapponese è fedele e molto più resistente all’inflazione: raccontare bene la propria storia e puntare sulle enoteche specializzate e sull’alta ristorazione garantisce ritorni stabili e duraturi.