Intervista a Tomasz Prange-Barczynski

Il noto giornalista ed esperto Tomasz Prange-Barczynski, co-fondatore della rivista Wino, ha condotto i due seminari su Barolo e vini piemontesi al “Barolo & Friends Event” di Varsavia. Dopo le sue presentazioni, che hanno riscosso grande successo, gli abbiamo rivolto qualche domanda per capire meglio il mercato polacco.

Il noto giornalista ed esperto Tomasz Prange-Barczynski, co-fondatore della rivista Wino, ha condotto i due seminari su Barolo e vini piemontesi al “Barolo & Friends Event” di Varsavia. Dopo le sue presentazioni, che hanno riscosso grande successo, gli abbiamo rivolto qualche domanda per capire meglio il mercato polacco.

– A tuo avviso, l’interesse dei polacchi per il vino continerà a crescere anche in futuro, allargando la platea dei consumatori, o si tratta solo di un fenomeno passeggero, di nicchia?

L’interesse per il vino in Polonia è in stabile ascesa: nell’ultimo decennio il mercato del vino è cresciuto del 4-6% all’anno, quindi non possiamo parlare di tendenza temporanea. Man mano che la disponibilità di vino aumenta nel mio paese ci troviamo di fronte a una scelta maggiore e, finalmente, i prezzi iniziano a diventare più ragionevoli: mi aspetto quindi una crescita decisamente rapida. Questo avviene specialmente nelle grandi città, come Varsavia, Cracovia, Wroclaw o Poznan, dove quasi ogni mese viene inaugurato un nuovo wine-bar. Il vino comincia pian piano a diventare parte dello stile di vita delle nuove generazioni, non più una snobberia…

– Quali sono i tipi di vino che incontrano maggiormente il gusto polacco?

Questa è una domanda difficile… Se parliamo in modo molto generale, la risposta è: quello poco costoso [ride]. Ma considerando il gusto delle persone che di vino ne sanno un po’ di più e scelgono le bottiglie per il loro contenuto e non per il prezzo, possiamo dire che i vini italiani sono in una posizione forte. Come nazione, noi polacchi amiamo viaggiare e riportare ricordi dai nostri viaggi. Il gusto del vino è uno di questi ricordi. Ci sono migliaia di sciatori che dalla Polonia si recano ogni inverno sulle Dolomiti, e l’offerta di vini prodotti in Trentino e Alto Adige è significativamente più ampia rispetto a 10 anni fa. La Toscana è una specie di paradiso sognato da molti miei compatrioti… basta guardare all’offerta che c’è in Polonia. Il Piemonte è probabilmente conosciuto meglio dai veri aficionados, ma comunque i vini della vostra regione sono molto ricercati.

– In che considerazione vengono tenuti i vini italiani, in confronto a quelli di altri paesi produttori?

Credo che la risposta non risieda tanto nel gusto quanto nel grandioso sforzo promozionale compiuto dai produttori e dai consorzi italiani. Negli ultimi dieci anni centinaia di cantine di tutta Italia hanno presentato i loro vini in Polonia, rendendoli familiari ai nostri appassionati wine-lovers. Ma se parliamo del gusto, molti vini italiani sono assai versatili e si abbinano bene alla cucina polacca. Poiché da noi non ci sono – quasi – vini nazionali, Nebbiolo, Sangiovese, Corvina, Montepulciano, Lagrein e molti altri sono la nostra prima scelta.

– E come vengono considerati i vini piemontesi, fra quelli italiani?

Come ho già detto, i vini piemontesi sono conosciuti soprattutto presso gli autentici wine-lovers e sono considerati “top quality”, fra i migliori in Italia insieme a quelli toscani. Ma la gente sta pian piano imparando che il Piemonte non è solo Barolo o Barbaresco. L’anno scorso un Grignolino ha vinto la medaglia del Grand Prix di Magazyn Wino, e durante la degustazione di gala ha ricevuto una calorosa accoglienza da parte dei convenuti. Credo che ci sia ampio spazio per molte varietà di vino piemontese in Polonia. Vini rossi, ma anche bianchi.

– Qual è la tua opinione sul mercato del vino in Polonia: prezzi, qualità, assortimento, distribuzione, prospettive?

Il vino è relativamente costoso sul mercato polacco. Anzitutto il consumo è ancora modesto, poi il vino è piuttosto caro (basti pensare che l’Iva è al 23%). Dall’altro lato, il mercato è sempre più competitivo. Qui da noi è possibile trovare i migliori vini italiani sugli scaffali di enoteche e vinerie, o almeno tramite internet. Ma, in tutta onestà, non sempre ciò che appare nei cataloghi dei distributori è realmente disponibile. Troppe carenze nell’assortimento, vini troppo vecchi… ci sono i soliti problemi. Solo un paio di grossi distributori coprono l’intero paese. Molte etichette possono essere ordinate soltanto via internet. E certamente la vita dell’appassionato di vini è più semplice a Varsavia che nelle città minori o nei piccoli centri.

– Tomasz, raccontaci di come la tua passione per il vino si è trasformata in professione, dell’Italia e della tua esperienza ai seminari di “Barolo & Friends Event” Varsavia.

Sono stato uno dei pochi fortunati a crescere in una famiglia dove il vino era sempre in tavola, anche se le bottiglie venivano dalla Bulgaria o dall’Ungheria. Subito dopo la caduta del comunismo – io avevo vent’anni – ho iniziato a viaggiare, e una delle prime mete è stata ovviamente l’Italia. Ho sempre avuto un grande interesse per i vini locali, non importa se fossero Barolo o Piave. Ho poi gradualmente compreso che fare il giornalista (che è stato il mio mestiere per dieci anni) era meno interessante che fare il giornalista di vino. Ho quindi iniziato a pubblicare i miei primi articoli sul web e nel 2002, con un gruppo di amici altrettanto appassionati, abbiamo fondato “Magazyn Wino”, la prima rivista di vino in Polonia dedicata ai consumatori. Da allora viaggio parecchio, anche in Italia, dove prendo parte a molte anteprime, concorsi e itinerari dedicati.

Lo scorso dicembre sono tornato nelle Langhe: è stata una grande esperienza viaggiare nella zona, un po’ “addormentata” dopo la vendemmia, incontrare i produttori, godere dei panorami, di vino e cibo, e soprattutto della grande ospitalità della gente piemontese. È stato quello il momento in cui è maturata l’idea di una presentazione di vini pimontesi in Polonia. Sono stato realmente felice di vedere un così grande interesse dei consumatori polacchi durante i seminari che ho tenuto, e che erano al gran completo. E non si è trattato solo di una presentazione, ma di una vera e propria discussione riguardo lo stile dei vini, le possibilità culinarie, e così via.

Personalmente, ho avuto la grande opportunità di assaggiare nuovamente alcuni vini, e di provarne altri per la prima volta… Un grande evento. Grazie per essere venuti, e ricordate che voi e i vostri vini siete sempre i benvenuti in Polonia!

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